{"id":3939,"date":"2022-04-12T08:57:49","date_gmt":"2022-04-12T06:57:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.coeclerici.com\/?p=3939"},"modified":"2024-01-02T09:13:06","modified_gmt":"2024-01-02T08:13:06","slug":"limpopos-land","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.coeclerici.com\/it\/limpopos-land\/","title":{"rendered":"Limpopo\u2019s Land"},"content":{"rendered":"\n<p>Luca Forno \u2013 Arsenale Editrice \u2013 Verona \u2013 12\/2013 \u2013 ISBN 978-88-7743-396-1<br><\/p>\n\n\n\n<p><em>l\n primo aspetto che ti colpisce \u00e8 la grandezza. E non smetter\u00e0 di \nsorprenderti per tutto il viaggio. Qui a Moatize, provincia di Tete, nel\n cuore del Mozambico riappacificato dopo una lunga e sanguinosa guerra \ncivile, c\u2019\u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi bacini carboniferi al mondo. Se si lascia\n correre lo sguardo e si libera la fantasia, al posto di questa savana \u00e8\n lecito immaginare una sconfinata foresta, sprofondata in cenere qualche\n milione di anni fa. Doveva essere grande almeno quando la scommessa di \nun Paese che marcia a due velocit\u00e0 e che lega i suoi destini alla \nricchezza di materie prime e allo sviluppo su scala industriale \ndell\u2019agricoltura. Il PIL del Mozambico corre con un incremento del 7-8 \nper cento annuo, numeri che piacciono al Fondo Monetario Internazionale e\n che incamminano il Paese lungo la difficile e alla ancora lunga strada \ndello sviluppo.<br>\nIl carbone \u00e8 uno dei crocevia pi\u00f9 importanti: la sua estrazione nella \nmodernissima miniera a cielo aperto di Moatize ha forse la stessa \nrilevanza del progetto nazionale sostenuto da grandi gruppi \ninternazionali per l\u2019incremento della produzione agricola, che \nrappresenta tuttora la principale risorsa economica del Paese: il piano,\n battezzato Pro Savana, non pu\u00f2 prescindere dalle concessioni \ngovernative. Qui la terra, tutta la terra, anche quella scura delle \nminiere, \u00e8 propriet\u00e0 dello Stato e viene data temporaneamente in licenza\n ai privati. Proprio come il bacino carbonifero di Moatize, ora in \nconcessione alla compagnia mineraria brasiliana Vale, la seconda pi\u00f9 \nimportante al mondo.<br>\nSi diceva, appunto, della grandezza. Le fotografie di questo volume ci \naiutano a immaginare le dimensioni di questa miniera e \ndell\u2019impressionante macchina logistica che le ruota intorno. Forse \u00e8 \nanche per questo che Luca Forno fa sfilare i camion da 400 tonnellate \nimpiegati per il trasporto del carbone accanto ad un baobab che, al \nconfronto, non sembra pi\u00f9 grande di un pioppo. Cos\u00ec come \u00e8 solo un \npuntino quell\u2019operaio ai comandi della \u201cminacciosa\u201d scavatrice che \nsembra essere uscita da un cartoon giapponese. Ma poich\u00e9, come in nessun\n altro posto al mondo, in questo luogo dell\u2019East Africa tutto \u00e8 \nrelativo, non bisogna stupirsi se, a sua volta, questa enorme pala \nmeccanica che spaventerebbe un elefante \u00e8 resa minuscola dall\u2019imponenza \ndelle montagne di carbone che dovr\u00e0 assaltare e di cui alla fine avr\u00e0 \nragione.&nbsp;<br>\nE cos\u00ec non deve pi\u00f9 sorprendere quel serpentone di carri ferroviari che \nparte dalla miniera e si allunga sinuoso a perdita d\u2019occhio nella \nsavana: sul suo dorso snodato, come appare in una delle immagini di \nquesto volume, il prezioso carico nero raggiunger\u00e0 il porto di Beira \ndove trover\u00e0 due gemelle ad attenderlo. Il porto di Beira \u00e8 in forte \nespansione, anche grazie a quel serpente nero che senza sosta cerca la \nvia del mare. Porto e citt\u00e0 sono stati fondati dai portoghesi in tempi \nrelativamente recenti, a fine Ottocento. La realizzazione della ferrovia\n verso lo Zimbawe (l\u2019ex Rhodesia) ha fatto di Beira anche una rinomata \nlocalit\u00e0 turistica. Ma la ferrovia ha da subito rivelato la sua utilit\u00e0 \nstrategica, perch\u00e8 rappresenta lo sbocco a mare per i traffici oltre che\n dello Zimbawe anche di Malawi e Zambia.&nbsp;<br>\nA Beira il serpentone si trasforma in un drago dalle dieci teste, \nnell\u2019immaginario di Forno: nastri trasportatori lunghi chilometri \nsalgono e scendono e si intrecciano come montagne russe e chiss\u00e0 se con \nquella loro velocit\u00e0 anche il carbone possa provare un brivido.&nbsp;<br>\nMa Beira, nella nostra storia, \u00e8 soprattutto l\u2019approdo delle grandi navi\n gemelle della Coeclerici: la Bulk Zambesi e la Bulk Limpopo. Portano il\n nome dei due fiumi del Mozambico, forse proprio perch\u00e8 il loro flusso \ntra il porto di Beira e l\u2019area di ancoraggio offshore a 20 miglia dalla \ncosta \u00e8 inarrestabile. Le carbonifere di Coeclerici \u2013 che ha stipulato \ncon Vale un contratto ventennale \u2013 sono due giganti da 55.000 tonnellate\n di portata lorda, attrezzate con cinque gru, altrettante benne, otto \nnastri trasportatori, un nastro caricatore\n semovente da 37 metri, capace di trasferire 3.000 tonnellate di carbone\n all\u2019ora, cio\u00e8 circa sei milioni di tonnellate l\u2019anno. Velocit\u00e0 che \nForno ci mostra con le suggestioni del mosso, l\u2019unico metodo per \nrappresentare in fotografia un primo istante e pochi istanti successivi \nsenza essere ancora cinema.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Altri\n draghi, nelle foto di Forno, attendono le due Bulk in alto mare: sono \nancora velocissimi nastri trasportatori che svuotano le stive delle \ngemelle per riempire quelle delle loro sorelle maggiori, le navi \ncarbonifere transoceaniche, cos\u00ec fuori misura da non potersi nemmeno \navvicinare alle coste. Del resto, non pu\u00f2 che finire in grandezza il \nviaggio di Luca Forno al seguito del carbone di Moatize.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Marco Riolfo \u2013 Calizzano&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca Forno \u2013 Arsenale Editrice \u2013 Verona \u2013 12\/2013 \u2013 ISBN 978-88-7743-396-1 l primo aspetto che ti colpisce \u00e8 la grandezza. 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